Teatro dello Spirito
Assassinio nella Cattedrale, di Thomas S. Eliot
domenica 29 novembre 2009 ore 20,45
 
Locandina Assassinio nella cattedrale (nell'originale in lingua inglese: Murder in the Cathedral) è il titolo di un dramma teatrale poetico scritto da T. S. Eliot.

È ispirato ad un fatto realmente accaduto: l'assassinio dell'Arcivescovo Thomas Becket avvenuto nel 1170 nella Cattedrale di Canterbury. Eliot si basò molto, per stendere la sua opera, nel 1935, sugli scritti di Edward Grim, testimone oculare dell'evento.

Il dramma - che ha forti connotazioni di opposizione ai sistemi di regime autoritario - fu scritto nell'epoca in cui il fascismo cominciava a prendere campo nell'Europa centrale. In questa luce, è stato visto come critica al regime nazista, specie in chiave di sovversione rispetto agli ideali della chiesa cattolica.

Parte del materiale originale del dramma fu da Eliot rimosso su richiesta dell'editore e trasformato in un poema a sé stante, intitolato Burnt Norton.

La prima rappresentazione dell'opera teatrale andò in scena nel luogo in cui avvennero realmente i fatti narrati: la Cattedrale di Canterbury.

Il contesto della contrapposizione fra potere civile e potere spirituale è stato posto dalla critica come piano essenziale di lettura del dramma teatrale.

L'azione del dramma si sviluppa tra il 2 dicembre e il 29 dicembre 1170, registrando cronologicamente gli eventi dei giorni che portarono al martirio di Thomas Becket, dopo la sua assenza durata per i sette anni precedenti trascorsi in Francia.

L'opera teatrale è divisa in due parti separate da un interludio. La prima parte è ambientata nella sala dell'arcivescovo ed ha inizio il 2 dicembre 1170. Si apre con un coro cantante premonitore di eventi violenti. Il coro svolge, sullo stile del coro del teatro greco antico, un ruolo chiave all'interno del dramma, e muta durante lo svolgimento del dramma, in maniera tale da sottolinearne e giuntarne le differenti fasi.

Tre sacerdoti irrompono in scena riflettendo sull'assenza di Becket e sul pericolo derivante dalla crescita del potere temporale della monarchia mentre un araldo annuncia l'arrivo di Becket. L'arcivescovo svolge a sua volta una riflessione sul martirio al quale sa di andare incontro, che accetta con fatale rassegnazione. Sulla scena fanno quindi la loro comparsa i tentatori, figure demoniache che rammentano quelle che tentarono il Cristo (vedi Tentazione di Cristo, pronti a lasciargli suggerimenti su come resistere al potere del re e salvarsi, sia pure dalla gloria del martirio. L'atto chiude sulla risposta di diniego di Becket il quale sa ormai quale sia la strada da percorrere.

L'interludio è costituito da un sermone dell'arcivescovo tenuto la mattina di Natale dell'anno 1170. È un discorso erudito sul valore spirituale di questo giorno, di gioia e tristezza insieme che la cristianità dedica ai suoi martiri. Ripropone, quindi, attraverso il gesto scenico, le considerazioni di Becket riguardo il martirio. In fine di sermone, annuncia ai fedeli, con parole di fatalità, che entro breve tempo essi potrebbero averne uno in più da ricordare.

La seconda parte del dramma ha luogo sia nella sala dell'arcivescovo che nella cattedrale. È il 29 dicembre 1170. L'atto è maggiormente realistico, rispetto al primo, riguardo dettagli e parte dialogata e può essere visto come un dramma di stile moderno.

Quattro cavalieri giungono con informazioni urgenti da parte del re. I cavalieri hanno udito il re esprimere il suo disappunto rispetto a Becket, interpretando tale disappunto come un ordine per ucciderlo. Lo accusano di tradimento, ma egli si dichiara la sua lealtà aggiungendo di accusarlo pubblicamente. Becket viene sottratto alla furia dei cavalieri dai sacerdoti che gli suggeriscono di fuggire e mettersi in salvo. Becket rifiuta.
Thomas Becket raffigurato in una finestra della Cattedrale di Canterbury

Alla partenza dei cavalieri, Becket ribadisce di essere disposto a morire. Il coro accompagna con il suo mesto canto la scena, preannunciando il tragico finale. Becket è nella cattedrale, quando i cavalieri fanno la loro irruzione, uccidendolo. Il dramma si chiude sui versi espressi dai cavalieri che, giustificando la loro azione, spiegano come l'uccisione fu giusta e dettata dalla necessità di impedire alla Chiesa di minare la stabilità del potere dello Stato.


da Wikipedia, L'Enciclopedia Libera

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Il testo “Assassinio nella Cattedrale” di Thomas Eliot è universalmente noto, è stato più volte messo in scena e non ha bisogno di commenti.

L’operazione che si intende intraprendere è quella di dare nuova vitalità e senso al linguaggio poetico di Eliot, farne sentire il fascino, far comprendere sì l’intrico delle situazioni drammatiche presenti nella vicenda dell’Arcivescovo di Canterbury, ma concentrare l’attenzione sul potenziale emotivo ed evocativo delle parole scritte.

A tal fine il testo viene reso attraverso una formula mista fra rappresentazione tradizionalmente intesa e scandagliamento della parola anche utilizzando un particolare sviluppo della tecnica della lettura, nella convinzione che la lettura ad alta voce possa cogliere nella sua essenza il messaggio dell’autore ed evidenziare la bellezza delle parole con cui egli lo porge. Sempre a tal fine, si è individuata nella presenza della musica dal vivo, che non solo “accompagna” gli attori ma assume un intrigante protagonismo, un elemento che vivifica ancor più le potenzialità emotive del testo.

La riduzione del testo di Eliot si snoda nei seguenti quadri:
1) il ritorno in Inghilterra dell’Arcivescovo Thomas Becket dall’esilio;
2) le tentazioni che lo stesso subisce;
3) l’omelia di Natale dell’Arcivescovo;
4) il suo assassinio;
5) la giustificazione degli assassini

il tutto commentato dai cori delle donne di Canterbury.

In questo modo si mantiene lo sviluppo narrativo della vicenda -senza che i “tagli” siano percepiti- e la scorrevolezza così ottenuta permette di concentrare l’attenzione su di un ascolto intenso delle parole e della musica che le accompagna.

Sarà dunque il suono delle voci e degli strumenti musicali a comunicare il dramma interiore dell’Arcivescovo, in lotta con i suoi antagonisti esterni (il re che lo farà uccidere presso l’altare della Cattedrale per avergli negato un ossequio superiore a quello per la Chiesa) ma lacerato soprattutto dal dissidio con se stesso, con le tentazioni, con il dubbio che la sua affermazione eroica, la sua stessa sete di martirio fossero ambizione e peccato.

I suoni placheranno il tormento del dubbio nella grandiosa predica di Natale.

Sempre attraverso i suoni, arriveranno potenti ed incisivi i sentimenti delle semplici donne di Canterbury, spaventate dall’eroismo dell’Arcivescovo, le insinuazioni inquietanti dei tentatori, le violenze verbali dei cavalieri assassini.

Una sorta di concerto per musica e voci recitanti, al servizio della poesia.
 
Prezzi
Platea 8 € / Galleria 8 €